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comunale di saronno
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Quali sono le prossime corse? guarda

23/06/2018 – 58^ Monza-Resegone

24/06/2018  –  43^ Pistoia Abetone Ultramarathon 50 km

24-29/06/2018 – Val di Fassa Running

Nel fine settimana del 23-24 giugno il GAP Saronno ha toccato vette importanti, non in senso metaforico ma salendo ai 1.388 mt dell’Abetone e ai 1.173 mt del Resegone.
Per non parlare di Angelo Frascadore e Claudio Tragella ai quali non basta la gara domenicale e quindi partecipano ad una corsa a tappe in Val di Fassa, nelle incantevoli Dolomiti. 5 gare in 6 giorni, un tour de force che non li può certo spaventare ma anzi esaltare.
Fabio Cattaneo, Annalisa Colombo, Lorenzo Arcerito, Fabio Sola, Stefania Pavan, Roberto Medugno, Franco Sciarappa, Daris Antonietti, Roberto Cozzi, Manuel Quino, prendono il via sabato sera alla sempre affascinante Monza Resegone, suddivisi in 4 squadre. Ogni team è composto da 3 Runners, in 3 si parte e in 3 si deve arrivare ! L’unione del Team fa la forza, ma può anche essere crudele, se uno dei 3 ha problemi ed è costretto al ritiro, tutta la squadra deve fermarsi. La partenza è scaglionata, tipo cronometro ciclistica, con tanto di presentazione della squadra da parte dello speaker. Una partenza molto molto emozionante. Maura Zoni e Marco Colpani si offrono come supporto logistico, molto importante la loro presenza soprattutto a Calolziocorte quando, dopo 32 km, inizia l’erta finale che porta al traguardo alla Capanna Alpinisti Monzesi. Ed è a Calolziocorte il punto cruciale della gara, capita di frequente che qualcuno stia male, soprattutto di stomaco, e sia costretto al ritiro. Ma non quest’anno, i 10 Gappini arriveranno tutti al traguardo con immensa soddisfazione, a notte abbondantemente inoltrata !
Con un virtuale passaggio di testimone, quando i Gappini della Monza-Resegone erano da poco arrivati a casa, per Fabio Bertuolo, Gonzalo Queirolo, Paolo Sambrotta e Alberto Oliva era quasi ora di iniziare la loro Pistoia Abetone. Una UltraMaratona di 50 km definita da molti come una delle gare su strada in salita tra le più dure. Si inizia con un falsopiano di 5 km, poi si sale per 9 km, si prosegue per 6 km in leggera discesa, si risale per circa 3 km, poi lunga e a tratti ripida discesa per circa 10 km e infine si affronta l’ultima salita di 17 km. Un percorso difficile da gestire e da far digerire alle proprie gambe. Gonzalo e Paolo, alla loro prima esperienza nell’UltraMaratona hanno proprio scelto bene ! Si sono fidati e affidati a Fabio e Alberto, che hanno un poco più di esperienza nell’UltraMaratona che, un poco vigliaccamente, li hanno continuamente rassicurati senza avere nemmeno loro idea di come fosse realmente impegnativo il percorso ! Ma al Runner piacciono le nuove esperienze, le nuove sfide, lasciare il noto per l’ignoto. E quindi, mai lamentarsi.
Infatti, Gonzalo e Paolo durante il viaggio in auto che ci porta a Pistoia sono tranquillissimi e ci intrattengono sulle regole della cucina Kosher, distraendo Fabio dalla guida e facendogli sbagliare strada un paio di volte. Gonzalo commetterà poi un altro gravissimo errore, dopo la cena di domenica scambierà una yogurteria per gelateria, quindi niente gelato tanto desiderato, ottimo comunque lo yogurt come dessert e Gonzalo perdonato.
Le salite sono sicuramente la parte più impegnativa e difficile da gestire mentre la discesa permette di recuperare un poco la fatica. E’ così per tutti, per tutti meno uno. Paolo affrontando la lunga discesa accusa qualche principio di crampi tanto da dire che preferirebbe continuare a correre in salita ! Contento lui …
Tra tutte queste salite e discese scopriremo di passare nella Valle del Reno, Valle a me sconosciuta fino al giorno prima della gara. Una ragazza che in quel momento sta correndo con noi, ce la annuncia descrivendola come la Valle più fredda della Provincia ( forse addirittura d’Italia, ma non ricordo bene ) dove, per questa sua particolarità, dal ‘700 e fino all’invenzione dei frigoriferi, c’erano varie ghiacciaie. E, al pensiero, nonostante il caldo, a me vengono piacevoli brividi.
Spesso il pubblico assiepato lungo il percorso, quando legge sulle nostre magliette la scritta Saronno ci incita simpaticamente chiamandoci “Amaretti”. E il dubbio che in questa zona siano tra i principali consumatori mondiali di biscotti e liquore di Saronno è molto forte.
I ristori sono sempre ben forniti e più ravvicinati uno all’altro rispetto alla distanza classica dei 5 km delle Maratone. Fabio avrà modo di apprezzare soprattutto la frutta e in particolare le albicocche, trovandole squisite. E infatti ai ristori sostiamo con calma, idratandoci e alimentandoci senza fretta.
In questo tipo di gare, quando la fatica si fa sentire prepotente, è utile darsi degli obiettivi minimi, quello classico è di puntare ad arrivare al prossimo ristoro e poi a quello successivo e così via. Con il pensiero che la sosta possa attenuare un poco la fatica. Fabio ed io, sull’ultima salita, che alterneremo con corsa e lunghi tratti di camminata, ci diamo un altro obiettivo che ci distragga dalla fatica. Puntiamo una ragazza Nigeriana che ci raggiunge e ci rincuora dicendoci che l’ha già corsa l’anno scorso e oggi sta andando molto meglio e che quindi riuscirà a terminarla entro un tempo cronometrico che è anche il nostro obiettivo. Si avvantaggia subito di circa 200 metri ma noi la teniamo a vista d’occhio fino a 2 km dall’arrivo quando riprendiamo a correre a buon ritmo, la raggiungiamo, la salutiamo e distanziamo definitivamente. Anche queste sono piccole soddisfazioni.
In tema di distrazioni, ma in questo caso poco piacevoli, Gonzalo, poco prima di metà gara, si renderà protagonista di un episodio meritevole. Infatti, sarà uno dei primi a prestare soccorso a un runner investito da un’auto. Purtroppo in questo tipo di corse penso sia impossibile chiudere completamente le strade al traffico e chi guida, nonostante veda che c’è in corso una gara con tante persone sulla strada, non presta più prudenza del solito. Forse gli organizzatori potrebbero migliorare questo aspetto, con maggiori avvisi e soprattutto presidi e controlli lungo il percorso.
L’arrivo è spettacolare, perché sai che non è un traguardo come tante altre gare ma sai di aver corso per 50 km, di cui gli ultimi 17 in salita e di essere a 1.388 metri di quota. Paolo, a 50 metri dall’arrivo avrà modo di esclamare la celebre affermazione che rimarrà indelebile negli anni a venire: “porca vacca, sto arrivando!”.
Saronno dev’essere ben conosciuta anche sull’Abetone, infatti, dopo che ci siamo cambiati con calma gli indumenti, lo speaker, attratto dal nome della nostra città scritto sulle nostre tute, ci fa annunciare l’imminente arrivo di un ultra 80enne alla sua 25^ partecipazione, un mito !
Tornati a Pistoia con il servizio autobus, prima di tornare verso casa, andiamo a cenare in un Ristorante Pizzeria. Qui la proprietaria quando ci vede con la medaglia al collo e che siamo di Saronno (ha delle conoscenza nella nostra città), si congratula con noi, ci dice che l’anno scorso hanno mangiato lì il primo e il secondo arrivati e ci chiede di fare una foto con suo marito per poterla mettere nel loro sito Internet. Siamo un po’ perplessi per questa “notorietà” imprevista e soprattutto immeritata. D’altronde siamo sicuri che non metteranno mai veramente la foto nel loro sito Internet. E invece, il giorno successivo vedremo la foto online con una simpatica dedica ! La signora poi ci parla dei posti che abbiamo passato correndo, prima fra tutte l’ormai famosa Valle del Reno, la ghiacciaia che abbiamo visto, una delle poche rimaste, è ora un EcoMuseo. Poi ci consiglia di visitare un curioso Museo, il Museo della Bugia in località Le Piastre, unico nel suo genere.
Insomma, a me questi Pistoiesi sono rimasti simpatici !
Ma tutto quello che ho scritto, sarà vero o finirà nel Museo della Bugia ?

Alberto Oliva – GAP Saronno

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